MOMENXSIN 12 COMPRESSE RIVESTITE
Denominazione e Composizione del Prodotto
Momenxsin 200 mg/30 mg compresse rivestite con film è un farmaco indicato per il trattamento sintomatico della congestione nasale associata a rinosinusite acuta di sospetta origine virale con cefalea e/o febbre. Ogni compressa contiene 200 mg di ibuprofene e 30 mg di pseudoefedrina cloridrato. Tra gli eccipienti, è presente sodio, insieme a cellulosa microcristallina, calcio idrogeno fosfato anidro, croscarmellosa sodica e altri componenti che contribuiscono alla formulazione.
Categoria Farmacoterapeutica e Indicazioni
Momenxsin appartiene alla categoria dei preparati per la tosse e le malattie da raffreddamento, specificamente indicato per alleviare i sintomi di:
-
Congestione nasale dovuta a rinosinusite acuta di origine virale
-
Cefalea e febbre associati a rinosinusite
È raccomandato per adulti e adolescenti di età pari o superiore a 15 anni.
Controindicazioni del Farmaco
L’uso di Momenxsin è controindicato in presenza di:
-
Ipersensibilità all’ibuprofene, pseudoefedrina o ad altri eccipienti
-
Età inferiore ai 15 anni
-
Donne in gravidanza e in allattamento
-
Storia di reazioni allergiche a FANS o acido acetilsalicilico
-
Ulcera peptica attiva o pregressa, sanguinamenti gastrointestinali o cerebrovascolari
-
Grave insufficienza epatica, renale o cardiaca
-
Disturbi cardiovascolari, ipertiroidismo, diabete, glaucoma ad angolo chiuso, feocromocitoma
-
Uso concomitante di alcuni vasocostrittori o inibitori della monoamino ossidasi (IMAO)
Posologia e Modalità d’Uso
La posologia consigliata per adulti e adolescenti sopra i 16 anni è:
-
1 compressa ogni 6 ore se necessario (equivalente a 200 mg di ibuprofene e 30 mg di pseudoefedrina)
-
In caso di sintomi intensi, fino a 2 compresse ogni 6 ore, senza superare la dose giornaliera massima di 6 compresse (1200 mg di ibuprofene e 180 mg di pseudoefedrina)
Le compresse devono essere deglutite intere con un bicchiere d’acqua, preferibilmente durante i pasti. La durata massima del trattamento è di 4 giorni per adulti e 3 giorni per adolescenti. Se i sintomi persistono o peggiorano, è necessario consultare un medico.
Avvertenze e Precauzioni d’Uso
L’uso prolungato o non conforme può aumentare il rischio di effetti avversi, in particolare:
-
Reazioni cardiovascolari e cerebrovascolari quali ipertensione, tachicardia e palpitazioni, specialmente per la pseudoefedrina
-
Possibili reazioni allergiche e disturbi neurologici come crisi convulsive, insonnia o agitazione
-
Rischio di colite ischemica con dolore addominale improvviso e sanguinamento rettale
-
Rischio di reazioni cutanee gravi, quali pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP)
Si raccomanda particolare cautela in pazienti con ipertensione, cardiopatie, diabete, ipertiroidismo, psicosi o disturbi uretroprostatici. Gli anziani possono essere più sensibili agli effetti sul sistema nervoso centrale.
Interazioni Farmacologiche
Momenxsin presenta numerose possibili interazioni con altri farmaci, tra cui:
-
IMAO non selettivi (ad es. iproniazide): rischio di ipertensione grave e ipertermia
-
Altri vasocostrittori e simpaticomimetici: rischio di vasocostrizione e crisi ipertensive
-
Antidepressivi triciclici, digossina, corticosteroidi, anticoagulanti e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): potenziamento degli effetti o aumento del rischio di sanguinamento gastrointestinale
-
Diuretici, ACE-inibitori, betabloccanti: possibile riduzione dell’efficacia antipertensiva e rischio di compromissione renale
-
Metotrexato, ciclosporina, fenitoina, litio: possibile aumento dei livelli sierici con potenziale tossicità
Si consiglia di informare sempre il medico o il farmacista riguardo a tutti i farmaci in uso prima di assumere Momenxsin.
Conservazione del Medicinale
Conservare il prodotto a temperatura inferiore a 30°C, al riparo dall’umidità e dalla luce diretta.
Effetti Indesiderati di Ibuprofene e Pseudoefedrina Cloridrato
Le reazioni avverse più comuni correlate all’ibuprofene sono di natura gastrointestinale, incluse ulcere peptiche, perforazioni e sanguinamenti, anche fatali, soprattutto negli anziani. Possono manifestarsi nausea, vomito, diarrea, dispepsia, dolori addominali, melena e stomatite ulcerosa. Raramente sono state segnalate gastrite ed esacerbazioni di colite o morbo di Crohn. Il rischio di effetti collaterali aumenta con dosi più elevate e durata prolungata del trattamento.
Sono inoltre segnalate reazioni di ipersensibilità, che comprendono reazioni allergiche, anafilassi, broncospasmo, asma aggravata, orticaria, angioedema e, più raramente, dermatosi gravi come necrolisi epidermica e eritema multiforme. Nei pazienti con malattie autoimmuni preesistenti, possono comparire sintomi di meningite asettica.
L’uso di FANS come l’ibuprofene è associato a edema, ipertensione e insufficienza cardiaca. Studi clinici suggeriscono un aumento lieve del rischio di eventi trombotici arteriosi (infarto miocardico, ictus) a dosi elevate.
Gli effetti indesiderati relativi a pseudoefedrina cloridrato includono agitazione, ansia, insonnia, tremori e, più raramente, convulsioni e ictus ischemico o emorragico. Possono verificarsi reazioni cutanee gravi come pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP).
Classificazione delle Reazioni Avverse
Le reazioni avverse sono classificate secondo la frequenza di comparsa:
-
Molto comune (≥1/10)
-
Comune (≥1/100, <1/10)
-
Non comune (≥1/1.000, <1/100)
-
Raro (≥1/10.000, <1/1.000)
-
Molto raro (<1/10.000)
-
Non nota (frequenza non definibile)
Tra le reazioni riportate:
-
Disturbi emolinfopoietici (molto rari): anemia, leucopenia, trombocitopenia.
-
Disturbi psichiatrici (molto rari): depressione, reazioni psicotiche.
-
Disturbi del sistema nervoso (non comuni): cefalea, capogiri, irritabilità; (rari) insonnia, nervosismo.
-
Disturbi cardiaci (molto rari): palpitazioni, infarto miocardico.
-
Disturbi vascolari: ipertensione (molto raro per ibuprofene, non nota per pseudoefedrina).
-
Disturbi respiratori: broncospasmo, esacerbazione dell’asma (rari per pseudoefedrina).
-
Disturbi gastrointestinali: fastidi, ulcere, gastrite, pancreatite, colite ischemica.
-
Disturbi epatobiliari: disfunzioni e danni epatici (molto rari).
-
Disturbi cutanei: eruzioni, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica.
-
Disturbi renali: necrosi papillare, insufficienza renale acuta (rari e molto rari).
Effetti su Gravidanza e Allattamento
L’uso di pseudoefedrina cloridrato in gravidanza è fortemente sconsigliato a causa di evidenze di tossicità riproduttiva e riduzione del flusso sanguigno uterino.
L’ibuprofene inibisce la sintesi delle prostaglandine, con possibili effetti negativi su gravidanza e sviluppo embrionale/fetale. L’uso nelle prime fasi di gravidanza è associato a rischio aumentato di aborto spontaneo e malformazioni cardiache. Durante il secondo trimestre può causare costrizione del dotto arterioso e oligo-idramnios, mentre nel terzo trimestre è controindicato per il rischio di tossicità cardiopolmonare fetale, disfunzione renale e effetti antiaggreganti sulla madre.
L’uso di pseudoefedrina cloridrato è controindicato durante l’allattamento per la sua escrezione nel latte materno e i possibili effetti cardiovascolari e neurologici sul neonato.
In pratica il farmaco è fortemente sconsigliato sia in gravidanza che in allattamento.
Impatto sulla Fertilità
Gli inibitori della sintesi delle prostaglandine, come l’ibuprofene, possono temporaneamente compromettere la fertilità femminile agendo sull’ovulazione. Questo effetto è reversibile dopo l’interruzione del trattamento.
Importante: se permangono dubbi o per necessità di approfondimento è fondamentale rivolgersi al proprio medico o farmacista di fiducia. Questa scheda prodotto ha scopo puramente informativo e non costituisce né una prescrizione né una terapia.
Informazioni Prodotto
Informazioni Prodotto
Spedizioni & Resi
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MOMENXSIN 12 COMPRESSE RIVESTITE
MOMENXSIN 12 COMPRESSE RIVESTITE
Denominazione e Composizione del Prodotto
Momenxsin 200 mg/30 mg compresse rivestite con film è un farmaco indicato per il trattamento sintomatico della congestione nasale associata a rinosinusite acuta di sospetta origine virale con cefalea e/o febbre. Ogni compressa contiene 200 mg di ibuprofene e 30 mg di pseudoefedrina cloridrato. Tra gli eccipienti, è presente sodio, insieme a cellulosa microcristallina, calcio idrogeno fosfato anidro, croscarmellosa sodica e altri componenti che contribuiscono alla formulazione.
Categoria Farmacoterapeutica e Indicazioni
Momenxsin appartiene alla categoria dei preparati per la tosse e le malattie da raffreddamento, specificamente indicato per alleviare i sintomi di:
-
Congestione nasale dovuta a rinosinusite acuta di origine virale
-
Cefalea e febbre associati a rinosinusite
È raccomandato per adulti e adolescenti di età pari o superiore a 15 anni.
Controindicazioni del Farmaco
L’uso di Momenxsin è controindicato in presenza di:
-
Ipersensibilità all’ibuprofene, pseudoefedrina o ad altri eccipienti
-
Età inferiore ai 15 anni
-
Donne in gravidanza e in allattamento
-
Storia di reazioni allergiche a FANS o acido acetilsalicilico
-
Ulcera peptica attiva o pregressa, sanguinamenti gastrointestinali o cerebrovascolari
-
Grave insufficienza epatica, renale o cardiaca
-
Disturbi cardiovascolari, ipertiroidismo, diabete, glaucoma ad angolo chiuso, feocromocitoma
-
Uso concomitante di alcuni vasocostrittori o inibitori della monoamino ossidasi (IMAO)
Posologia e Modalità d’Uso
La posologia consigliata per adulti e adolescenti sopra i 16 anni è:
-
1 compressa ogni 6 ore se necessario (equivalente a 200 mg di ibuprofene e 30 mg di pseudoefedrina)
-
In caso di sintomi intensi, fino a 2 compresse ogni 6 ore, senza superare la dose giornaliera massima di 6 compresse (1200 mg di ibuprofene e 180 mg di pseudoefedrina)
Le compresse devono essere deglutite intere con un bicchiere d’acqua, preferibilmente durante i pasti. La durata massima del trattamento è di 4 giorni per adulti e 3 giorni per adolescenti. Se i sintomi persistono o peggiorano, è necessario consultare un medico.
Avvertenze e Precauzioni d’Uso
L’uso prolungato o non conforme può aumentare il rischio di effetti avversi, in particolare:
-
Reazioni cardiovascolari e cerebrovascolari quali ipertensione, tachicardia e palpitazioni, specialmente per la pseudoefedrina
-
Possibili reazioni allergiche e disturbi neurologici come crisi convulsive, insonnia o agitazione
-
Rischio di colite ischemica con dolore addominale improvviso e sanguinamento rettale
-
Rischio di reazioni cutanee gravi, quali pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP)
Si raccomanda particolare cautela in pazienti con ipertensione, cardiopatie, diabete, ipertiroidismo, psicosi o disturbi uretroprostatici. Gli anziani possono essere più sensibili agli effetti sul sistema nervoso centrale.
Interazioni Farmacologiche
Momenxsin presenta numerose possibili interazioni con altri farmaci, tra cui:
-
IMAO non selettivi (ad es. iproniazide): rischio di ipertensione grave e ipertermia
-
Altri vasocostrittori e simpaticomimetici: rischio di vasocostrizione e crisi ipertensive
-
Antidepressivi triciclici, digossina, corticosteroidi, anticoagulanti e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): potenziamento degli effetti o aumento del rischio di sanguinamento gastrointestinale
-
Diuretici, ACE-inibitori, betabloccanti: possibile riduzione dell’efficacia antipertensiva e rischio di compromissione renale
-
Metotrexato, ciclosporina, fenitoina, litio: possibile aumento dei livelli sierici con potenziale tossicità
Si consiglia di informare sempre il medico o il farmacista riguardo a tutti i farmaci in uso prima di assumere Momenxsin.
Conservazione del Medicinale
Conservare il prodotto a temperatura inferiore a 30°C, al riparo dall’umidità e dalla luce diretta.
Effetti Indesiderati di Ibuprofene e Pseudoefedrina Cloridrato
Le reazioni avverse più comuni correlate all’ibuprofene sono di natura gastrointestinale, incluse ulcere peptiche, perforazioni e sanguinamenti, anche fatali, soprattutto negli anziani. Possono manifestarsi nausea, vomito, diarrea, dispepsia, dolori addominali, melena e stomatite ulcerosa. Raramente sono state segnalate gastrite ed esacerbazioni di colite o morbo di Crohn. Il rischio di effetti collaterali aumenta con dosi più elevate e durata prolungata del trattamento.
Sono inoltre segnalate reazioni di ipersensibilità, che comprendono reazioni allergiche, anafilassi, broncospasmo, asma aggravata, orticaria, angioedema e, più raramente, dermatosi gravi come necrolisi epidermica e eritema multiforme. Nei pazienti con malattie autoimmuni preesistenti, possono comparire sintomi di meningite asettica.
L’uso di FANS come l’ibuprofene è associato a edema, ipertensione e insufficienza cardiaca. Studi clinici suggeriscono un aumento lieve del rischio di eventi trombotici arteriosi (infarto miocardico, ictus) a dosi elevate.
Gli effetti indesiderati relativi a pseudoefedrina cloridrato includono agitazione, ansia, insonnia, tremori e, più raramente, convulsioni e ictus ischemico o emorragico. Possono verificarsi reazioni cutanee gravi come pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP).
Classificazione delle Reazioni Avverse
Le reazioni avverse sono classificate secondo la frequenza di comparsa:
-
Molto comune (≥1/10)
-
Comune (≥1/100, <1/10)
-
Non comune (≥1/1.000, <1/100)
-
Raro (≥1/10.000, <1/1.000)
-
Molto raro (<1/10.000)
-
Non nota (frequenza non definibile)
Tra le reazioni riportate:
-
Disturbi emolinfopoietici (molto rari): anemia, leucopenia, trombocitopenia.
-
Disturbi psichiatrici (molto rari): depressione, reazioni psicotiche.
-
Disturbi del sistema nervoso (non comuni): cefalea, capogiri, irritabilità; (rari) insonnia, nervosismo.
-
Disturbi cardiaci (molto rari): palpitazioni, infarto miocardico.
-
Disturbi vascolari: ipertensione (molto raro per ibuprofene, non nota per pseudoefedrina).
-
Disturbi respiratori: broncospasmo, esacerbazione dell’asma (rari per pseudoefedrina).
-
Disturbi gastrointestinali: fastidi, ulcere, gastrite, pancreatite, colite ischemica.
-
Disturbi epatobiliari: disfunzioni e danni epatici (molto rari).
-
Disturbi cutanei: eruzioni, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica.
-
Disturbi renali: necrosi papillare, insufficienza renale acuta (rari e molto rari).
Effetti su Gravidanza e Allattamento
L’uso di pseudoefedrina cloridrato in gravidanza è fortemente sconsigliato a causa di evidenze di tossicità riproduttiva e riduzione del flusso sanguigno uterino.
L’ibuprofene inibisce la sintesi delle prostaglandine, con possibili effetti negativi su gravidanza e sviluppo embrionale/fetale. L’uso nelle prime fasi di gravidanza è associato a rischio aumentato di aborto spontaneo e malformazioni cardiache. Durante il secondo trimestre può causare costrizione del dotto arterioso e oligo-idramnios, mentre nel terzo trimestre è controindicato per il rischio di tossicità cardiopolmonare fetale, disfunzione renale e effetti antiaggreganti sulla madre.
L’uso di pseudoefedrina cloridrato è controindicato durante l’allattamento per la sua escrezione nel latte materno e i possibili effetti cardiovascolari e neurologici sul neonato.
In pratica il farmaco è fortemente sconsigliato sia in gravidanza che in allattamento.
Impatto sulla Fertilità
Gli inibitori della sintesi delle prostaglandine, come l’ibuprofene, possono temporaneamente compromettere la fertilità femminile agendo sull’ovulazione. Questo effetto è reversibile dopo l’interruzione del trattamento.
Importante: se permangono dubbi o per necessità di approfondimento è fondamentale rivolgersi al proprio medico o farmacista di fiducia. Questa scheda prodotto ha scopo puramente informativo e non costituisce né una prescrizione né una terapia.
Originale: $10.90
-65%$10.90
$3.81Informazioni Prodotto
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Description
Denominazione e Composizione del Prodotto
Momenxsin 200 mg/30 mg compresse rivestite con film è un farmaco indicato per il trattamento sintomatico della congestione nasale associata a rinosinusite acuta di sospetta origine virale con cefalea e/o febbre. Ogni compressa contiene 200 mg di ibuprofene e 30 mg di pseudoefedrina cloridrato. Tra gli eccipienti, è presente sodio, insieme a cellulosa microcristallina, calcio idrogeno fosfato anidro, croscarmellosa sodica e altri componenti che contribuiscono alla formulazione.
Categoria Farmacoterapeutica e Indicazioni
Momenxsin appartiene alla categoria dei preparati per la tosse e le malattie da raffreddamento, specificamente indicato per alleviare i sintomi di:
-
Congestione nasale dovuta a rinosinusite acuta di origine virale
-
Cefalea e febbre associati a rinosinusite
È raccomandato per adulti e adolescenti di età pari o superiore a 15 anni.
Controindicazioni del Farmaco
L’uso di Momenxsin è controindicato in presenza di:
-
Ipersensibilità all’ibuprofene, pseudoefedrina o ad altri eccipienti
-
Età inferiore ai 15 anni
-
Donne in gravidanza e in allattamento
-
Storia di reazioni allergiche a FANS o acido acetilsalicilico
-
Ulcera peptica attiva o pregressa, sanguinamenti gastrointestinali o cerebrovascolari
-
Grave insufficienza epatica, renale o cardiaca
-
Disturbi cardiovascolari, ipertiroidismo, diabete, glaucoma ad angolo chiuso, feocromocitoma
-
Uso concomitante di alcuni vasocostrittori o inibitori della monoamino ossidasi (IMAO)
Posologia e Modalità d’Uso
La posologia consigliata per adulti e adolescenti sopra i 16 anni è:
-
1 compressa ogni 6 ore se necessario (equivalente a 200 mg di ibuprofene e 30 mg di pseudoefedrina)
-
In caso di sintomi intensi, fino a 2 compresse ogni 6 ore, senza superare la dose giornaliera massima di 6 compresse (1200 mg di ibuprofene e 180 mg di pseudoefedrina)
Le compresse devono essere deglutite intere con un bicchiere d’acqua, preferibilmente durante i pasti. La durata massima del trattamento è di 4 giorni per adulti e 3 giorni per adolescenti. Se i sintomi persistono o peggiorano, è necessario consultare un medico.
Avvertenze e Precauzioni d’Uso
L’uso prolungato o non conforme può aumentare il rischio di effetti avversi, in particolare:
-
Reazioni cardiovascolari e cerebrovascolari quali ipertensione, tachicardia e palpitazioni, specialmente per la pseudoefedrina
-
Possibili reazioni allergiche e disturbi neurologici come crisi convulsive, insonnia o agitazione
-
Rischio di colite ischemica con dolore addominale improvviso e sanguinamento rettale
-
Rischio di reazioni cutanee gravi, quali pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP)
Si raccomanda particolare cautela in pazienti con ipertensione, cardiopatie, diabete, ipertiroidismo, psicosi o disturbi uretroprostatici. Gli anziani possono essere più sensibili agli effetti sul sistema nervoso centrale.
Interazioni Farmacologiche
Momenxsin presenta numerose possibili interazioni con altri farmaci, tra cui:
-
IMAO non selettivi (ad es. iproniazide): rischio di ipertensione grave e ipertermia
-
Altri vasocostrittori e simpaticomimetici: rischio di vasocostrizione e crisi ipertensive
-
Antidepressivi triciclici, digossina, corticosteroidi, anticoagulanti e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): potenziamento degli effetti o aumento del rischio di sanguinamento gastrointestinale
-
Diuretici, ACE-inibitori, betabloccanti: possibile riduzione dell’efficacia antipertensiva e rischio di compromissione renale
-
Metotrexato, ciclosporina, fenitoina, litio: possibile aumento dei livelli sierici con potenziale tossicità
Si consiglia di informare sempre il medico o il farmacista riguardo a tutti i farmaci in uso prima di assumere Momenxsin.
Conservazione del Medicinale
Conservare il prodotto a temperatura inferiore a 30°C, al riparo dall’umidità e dalla luce diretta.
Effetti Indesiderati di Ibuprofene e Pseudoefedrina Cloridrato
Le reazioni avverse più comuni correlate all’ibuprofene sono di natura gastrointestinale, incluse ulcere peptiche, perforazioni e sanguinamenti, anche fatali, soprattutto negli anziani. Possono manifestarsi nausea, vomito, diarrea, dispepsia, dolori addominali, melena e stomatite ulcerosa. Raramente sono state segnalate gastrite ed esacerbazioni di colite o morbo di Crohn. Il rischio di effetti collaterali aumenta con dosi più elevate e durata prolungata del trattamento.
Sono inoltre segnalate reazioni di ipersensibilità, che comprendono reazioni allergiche, anafilassi, broncospasmo, asma aggravata, orticaria, angioedema e, più raramente, dermatosi gravi come necrolisi epidermica e eritema multiforme. Nei pazienti con malattie autoimmuni preesistenti, possono comparire sintomi di meningite asettica.
L’uso di FANS come l’ibuprofene è associato a edema, ipertensione e insufficienza cardiaca. Studi clinici suggeriscono un aumento lieve del rischio di eventi trombotici arteriosi (infarto miocardico, ictus) a dosi elevate.
Gli effetti indesiderati relativi a pseudoefedrina cloridrato includono agitazione, ansia, insonnia, tremori e, più raramente, convulsioni e ictus ischemico o emorragico. Possono verificarsi reazioni cutanee gravi come pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP).
Classificazione delle Reazioni Avverse
Le reazioni avverse sono classificate secondo la frequenza di comparsa:
-
Molto comune (≥1/10)
-
Comune (≥1/100, <1/10)
-
Non comune (≥1/1.000, <1/100)
-
Raro (≥1/10.000, <1/1.000)
-
Molto raro (<1/10.000)
-
Non nota (frequenza non definibile)
Tra le reazioni riportate:
-
Disturbi emolinfopoietici (molto rari): anemia, leucopenia, trombocitopenia.
-
Disturbi psichiatrici (molto rari): depressione, reazioni psicotiche.
-
Disturbi del sistema nervoso (non comuni): cefalea, capogiri, irritabilità; (rari) insonnia, nervosismo.
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Disturbi cardiaci (molto rari): palpitazioni, infarto miocardico.
-
Disturbi vascolari: ipertensione (molto raro per ibuprofene, non nota per pseudoefedrina).
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Disturbi respiratori: broncospasmo, esacerbazione dell’asma (rari per pseudoefedrina).
-
Disturbi gastrointestinali: fastidi, ulcere, gastrite, pancreatite, colite ischemica.
-
Disturbi epatobiliari: disfunzioni e danni epatici (molto rari).
-
Disturbi cutanei: eruzioni, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica.
-
Disturbi renali: necrosi papillare, insufficienza renale acuta (rari e molto rari).
Effetti su Gravidanza e Allattamento
L’uso di pseudoefedrina cloridrato in gravidanza è fortemente sconsigliato a causa di evidenze di tossicità riproduttiva e riduzione del flusso sanguigno uterino.
L’ibuprofene inibisce la sintesi delle prostaglandine, con possibili effetti negativi su gravidanza e sviluppo embrionale/fetale. L’uso nelle prime fasi di gravidanza è associato a rischio aumentato di aborto spontaneo e malformazioni cardiache. Durante il secondo trimestre può causare costrizione del dotto arterioso e oligo-idramnios, mentre nel terzo trimestre è controindicato per il rischio di tossicità cardiopolmonare fetale, disfunzione renale e effetti antiaggreganti sulla madre.
L’uso di pseudoefedrina cloridrato è controindicato durante l’allattamento per la sua escrezione nel latte materno e i possibili effetti cardiovascolari e neurologici sul neonato.
In pratica il farmaco è fortemente sconsigliato sia in gravidanza che in allattamento.
Impatto sulla Fertilità
Gli inibitori della sintesi delle prostaglandine, come l’ibuprofene, possono temporaneamente compromettere la fertilità femminile agendo sull’ovulazione. Questo effetto è reversibile dopo l’interruzione del trattamento.
Importante: se permangono dubbi o per necessità di approfondimento è fondamentale rivolgersi al proprio medico o farmacista di fiducia. Questa scheda prodotto ha scopo puramente informativo e non costituisce né una prescrizione né una terapia.













